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In questa rubrica vengono pubblicati brevi articoli su diverse tematiche della sfera sessuale.

E` possibile inviare domande relative a queste tematiche al seguente indirizzo Diese E-Mail-Adresse ist vor Spambots geschützt! Zur Anzeige muss JavaScript eingeschaltet sein!. Se il tema risulta essere di interesse generale sarò lieta di rispondere in questa rubrica.

 

Psiche e Corpo nella Sessualità

Mancanza di desiderio

Vergine a 40 anni. Che fare?

La sessualità umana, un fenomeno complesso

Come la tensione del corpo influenza la nostra vita sessuale

 

Come la tensione del corpo influenza la nostra vita sessuale

8 Febbraio 2019

Poche persone hanno una chiara percezione o una consapevolezza della tensione muscolare del proprio corpo. In genere sfugge alla nostra percezione quale effetto possa avere una contrattura muscolare continua cosí come anche il suo contrario, cioè uno stato di ipotonia muscolare, fino a che non si inizia un percorso di autopercezione.

La modulazione della tensione del corpo, il giocare con essa è un aspetto essenziale nell'espressione dell‘eccitazione sessuale. È una delle chiavi fondamentali per rendere  piacevole, sensuale e appagante il viaggio tra il riflesso eccitatorio e quello orgasmico.

Dal punto di vista fisiologico l‘eccessiva tensione muscolare ostacola la circolazione sanguigna. Gli organi non vengono serviti in maniera ottimale. L'eccitazione sessuale che a livello fisiologico è vasocongestione dei genitali può in casi estremi non essere possibile (come in gravi casi di disturbo dell‘ eccitazione) o non può svilupparsi in maniera ottimale (disturbo di potenza). Se il riflesso eccitatorio ha superato la prima soglia e potrebbe quindi continuare a crescere, una forte contrazione muscolare sia nella donna che nell'uomo può portare a una scarica orgastica prematura o persino creare problemi di orgasmo (Anorgasmia dell‘uomo e della donna o Ejacualatio Retardata). Durantel‘eccitazione sessuale cresce la tensione corporea che viene poi scaricata attraverso le contrazioni involontarie dell'orgasmo. La chiave per una sessualità piú appagante è la modulazione ottimale di questa tensione.

Esercizi di percezione consapevole e controllo della tensione corporea 

Siediti su una sedia. Stringi le gambe, il bacino, i glutei e il ventre. Stringi le mani a pugno e tieni le labbra strette. Mantieni la tensione il più a lungo possibile. Per quanto tempo potresti resistere con questa tensione muscolare? Che cosa è stato piú piacevole per Te, tenere il corpo in tensione o rilassare il corpo? Confronta questa esperienza con la Tua modalità durante la Tua vita sessuale nell'autoerotismo e con il partner. 

Nella maggior parte dei casi di problematiche sessuali legate al 'funzionamento' - come problemi di orgasmo, di potenza o di ejaculazione precoce - si trova una modalità eccitatoria con grande tensione muscolare accompagnata da una - quasi - totale immobilità del corpo. Questa modalità di eccitazione è molto diffusa ed è in un certo senso molto efficace poichè consente in genere in breve tempo di raggiungere una scarica orgastica. Soprattutto nell‘autoerotismo non si coglie la problematica che può derivare condizionando il proprio corpo in questo modo. La stessa modalità nella vita sessuale di coppia è spesso molto meno appagante. In genere il sesso risulta faticoso, l‘amplesso breve, l‘orgasmo molto veloce e puntuale anche per le donne e per lo piú poco soddisfacente per entrambi i componenti della coppia. Questa modalità può essere tuttavia ampliata da esercizi di autopercezione, di movimento mirato e di respirazione che permetteranno una vita sessuale più piacevole e appagante per entrambi.

(Testo tratto dal libro "Sex & Achtsamkeit" di Susanna-Sitari Rescio)

La sessualità umana, un fenomeno complesso

3 Febbraio 2019

La sessualità umana è un fenomeno molto complesso. È la base biologica della nostra vita. La presenza di due sessi è necessaria per la procreazione di un nuovo essere umano e assicura l‘indispensabile ricombinazione del materiale genetico. Inoltre, come camminare, parlare e molte altre attività che noi diamo per scontate e in un certo senso consideriamo ,naturali‘ o innate, la sessualità umana è un processo di apprendimento continuo basato su una potenzialitá corporea. Questo processo si svolge dal primo giorno di vita - e in parte prima ancora della nascita stessa - fino all‘ultimo. 

La condizione alla base della sessualità è il cosiddetto riflesso fisiologico dell'eccitazione. Questo riflesso è innato e può anche essere innescato spontaneamente già a livello fetale da stimoli tattili tramite il liquido amniotico all‘interno dell'utero. Durante lo sviluppo psicosessuale l‘essere umano impara a gestire la propria eccitazione sessuale nell‘autoerotismo e nella maggior parte dei casi a innescare il secondo riflesso fisiologico, quello dell‘orgasmo. Anche quest‘ultimo infatti non è soggetto alla nostra volontà, trattandosi di contrazioni involontarie del pavimento pelvico, che si verificano non appena l‘eccitazione sessuale sarà sufficiente superando il cosiddetto punto di non ritorno nella curva eccitatoria.

Partendo da un fenomeno fisiologico innato la sessualità umana è fondamentalmente un processo di apprendimento in varie fasi a partire dall‘infanzia, attraverso l‘adolescenza fino ad arrivare all‘età adulta, durante la quale vi saranno ulteriori fasi di conoscenza e adeguamento in seguito a cambiamenti, dovuti per esempio all‘età. Comprendere l‘importanza di queste fasi di apprendimento e della possibiltà di correggere o ampliare la propria potenzialità è necessario per poter realizzare una vita sessuale piacevole e appagante.

Il senso del tatto gioca un ruolo essenziale fin dall'inizio. Toccandosi il bambino inizia a familiarizzare con i propri genitali, inviando stimoli al cervello. Lo stesso vale per le cure amorevoli da parte dei genitori, perchè anche attraverso queste si attivano stimoli sensoriali i quali contribuiscono a creare un immagine di sé a livello neuronale indispensabile per una percezione consapevole del proprio corpo e, nel caso specifico, dei propri genitali. 

In questo senso, nominare le varie parti del corpo consente la codificazione verbale. Toccare le varie parti del corpo - e dei genitali - dandole un nome permette di creare una sorta di ,mappa‘ interna, il cosiddetto ,homunculus somatosensoriale‘, il presupposto neurologico per un accesso consapevole al proprio corpo e le sue diverse funzioni e sensazioni. Il contatto amorevole da parte dai genitori e in seguito il contatto da soli alla scoperta del proprio corpo sono quindi momenti essenziali del processo di sessualizzazione, fornendo la base essenziale per le fasi successive.

Purtroppo nella fase iniziale di sviluppo psicosessuale si tende a evitare proprio questo tipo di contatto. Gioia e apprezzamento vengono espressi da parte dei genitori al tocco di varie parti del corpo del bambino. La mimica sorridente e l‘emozione positiva trasmessa dalla mamma o dal papà verrà memorizzata dal bambino in associazione con la parte del corpo toccata e in quel momento nominata („ma che bella manina“, „ma che bel piedino“ etc.). Arrivati alla zona genitale tutto spesso cambia. Qui alle volte si instaura un silenzio imbarazzato, la mimica cambia, il contatto si fa piú fugace e funzionale, talvolta evitando perfino il contatto diretto delle mani usando una salvietta o altro. Mancano a questo punto anche le parole. Emerge un vuoto verbale nell‘interazione con il bambino, che si rende conto che i genitori cambiano espressione quando si tratta di una ,certa‘ parte del suo corpo, i suoi genitali. Non parlano più, diventano più veloci nelle cure, imbarazzo e pudore sono spesso le emozioni che vengono trasmesse. Questo atteggiamento può generare un primo momento di insicurezza in cui si possono installare succesivamente sensi di colpa e vergogna rispetto alla propria genitalità. Quando si tratta di genitalità infantile, infatti, cala il silenzio. Anche le parole usate per descrivere i genitali del bambino o sono praticamente inesistenti („sotto“) o vengono formulate in un linguaggio infantile e purtroppo impreciso che non rende giustizia a questi organi. 

La sessualità è un bisogno umano fondamentale, a livello fisiologico, emotivo e relazionale, come espressione di desiderio e soddisfacimento sessuale, come potenza generativa e realizzazione dell'amore, del bisogno di prossimità, di tenerezza, di fusione con l‘altro, come conferma del proprio essere sessuale e per molti altri aspetti.

La capacità umana di dare importanza all‘atto sessuale al di là della sua funzione biologica primaria di riproduzione e del puro atto fisico di scarico di tensione è espressione della sua maturità erotica che si forma nel corso di una vita.

In sintesi, la sessualità è un continuum di comportamenti e di esperienze, emozioni, pensieri, desideri e bisogni che si svolge lungo un percorso tra due riflessi fisiologici, quello dell‘eccitazione e quello dell'orgasmo. Diversamente dal mondo animale l‘essere umano è in grado di gestire in maniera creativa e sensuale questo percorso influenzandone e intensificandone il grado di piacere. Come realizzare un viaggio sensualmente più appagante partendo dal potenziale del nostro corpo è il contenuto di questo libro.

(Testo tratto dal libro "Sex & Achtsamkeit" di Susanna-Sitari Rescio)

 

Vergine a 40 anni. Che fare?

24  Gennaio 2019

Nel mio studio di Amburgo ricevo persone con le piú diverse problematiche legate alla sfera sessuale. Fra questi mi capita spesso di incontrarne alcune che pur non essendo piú giovanissime, non hanno mai avuto una relazione sentimentale né un rapporto intimo con un compagno o una compagna. Ovviamente il passare del tempo non migliora la situazione poiché un grande senso di disagio e di inadeguatezza prende sempre piú campo cosí da rendere difficile qualsiasi tipo di approccio.

Con un terapia sessuologica integrata è possibile risolvere il problema. Passo dopo passo la persona si apre e 'impara' a relazionarsi in maniera sentimentale ed intima. L'aiuto fondamentale in questo percorso viene dato dalla possibilità di partecipare ai corsi esperenziali di Tantra terapeutico che io offro all'interno del mio instituto. In un ambiente sicuro e protetto è possibile fare tutta una serie di esercizi rivolti a sviluppare una migliore percezione della propria persona e allo stesso tempo, attraverso la pratica del contatto consapevole, di interagire con un'altra persona imparando a porre i propri limiti e a rispettare quelli degli altri. Da ultimo - o per alcuni in alternativa alla partecipazione ai gruppi esperenziali - è  possibile fare una esperienza individuale. Nel rituale tantrico di massaggio terapeutico è possibile passo dopo passo accrescere il livello di intimità fino a che la persona si sentirà sicura a sufficienza per affrontare un momento di intimità totale e spontaneo che si potrà verificare nella vita di tutti i giorni.

 

Mancanza di desiderio 

1° Gennaio 2019

Non provo desiderio per il mio compagno / per la mia compagna. Che fare? La mancanza di desiderio all'interno di una relazione duratura è un tema ricorrente in una seduta sessuologica. I motivi per cui ciò avviene sono molteplici e per scoprire quale possa esserne la causa principale è necessario fare domande specifiche. A seguito in breve alcune delle cause che possono generare mancanza di desiderio:

  • Spesso in caso di mancanza di desiderio si trovano alla radice problematiche sessuali come la difficoltà a raggiungere l'orgasmo, dolori durante l'amplesso, problemi di potenza o di eiaculazione precoce, che innescano un meccanismo di evitamento che in breve può diventare un circolo vizioso. Sarà quindi necessario intervenire su queste problematiche in maniera mirata per far sí che riemerga il desiderio sessuale.
  • D'altro canto possono esserci motivi relazionali, quando il rapporto tra i partner si incrina per diverse ragioni, divergenze caratteriali, inevitabili ferite emotive o sviluppi personali non prevedibili. In questo caso saranno questi i temi da affrontare in una terapia sessuologica per cercare di trovare una soluzione che arrivi a sbloccare la mancanza di desiderio.
  • Talvolta le radici sono piú profonde e vanno a toccare la propria storia personale, il vissuto sessuale ed emotivo della persona stessa. In casi come questo è consigliabile proseguire la terapia in forma individuale per aver modo di ripercorrere alcune tappe del proprio sviluppo psicosessuale che possono aver dato origine alla mancanza di desiderio.
  • Da ultimo, ma per questo non meno importante, non dobbiamo dimenticare che il nostro cervello, che alcuni definiscono come organo sessuale principale, reagisce con desiderio ed eccitazione a nuovi stimoli. Questo vuol dire, che sebbene si possa amare il compagno o la compagna e anche se questi continuano ad essere attraenti e disponibili, la mente non reagisce piú con lo stesso grado di desiderio, perchè lo stimolo ha perso per noi, a causa della familiarità con esso, la sua intensità originaria. (Questo meccanismo è noto in sessuologica come Effetto Coolidge). Anche in questo caso è possibile fare qualcosa per contrastare questa tendenza.

Queste possono essere alcune delle cause scatenanti per la mancanza di desiderio. Una seduta sessuologica può aiutare ad analizzare e a chiarire la propria situazione fornendo allo stesso tempo strumenti e impulsi atti a cambiare lo status quo.

Per approfondire la tematica leggere qui:

Effetto Coolidge

 

Psiche e Corpo nella Sessualità

13 Dicembre 2018

Nell'ambito della ricerca scientifica sessuologica si pone spesso la questione se il sintomo sessuale - come mancanza di desiderio, problemi con l'erezione, difficoltà a raggiungere l'orgasmo, dolori durante l'amplesso - sia dovuto a fattori psicologici o abbia a che fare con l'aspetto piú somatico della sessualità. Il manuale internazionale di classificazioni sanitarie ICD raccoglie i sintomi sessuali relativi alla funzionalità sessuale sotto la categoria dei disordini cosiddetti psicosomatici. Da questo si potrebbe dedurre che l'aspetto somatico venga sufficientemente preso in considerazione. Purtroppo quanto normalmente accade risulta molto riduttivo e inadeguato ad affrontare in maniera competente e risolutiva la problematica di 'funzionalità' sessuale. Infatti il cosiddetto aspetto somatico viene ridotto ad una serie di disturbi organici - come per esempio malattie cardiovascolari o diabete - o all'uso di farmaci per la cura di questi ed altri disturbi - come per esempio psicofarmaci e beta bloccanti - o, da ultimo, l'eventuale uso di sostanze stupefacenti o alcol. Esclusi questi fattori il corpo viene dimenticato e dall'urologo/ginecologo/medico di base si passa eventualmente allo psicologo, per chi ha piú fortuna al sessuologo. Nella maggior parte dei casi la terapia si baserà, a seconda della scelta fatta, o sull'uso eventuale di farmaci oppure su un processo esclusivamente psicologico.

Nel mio percorso di formazione sessuologica ho avuto la fortuna di venire in contatto e di apprendere diversi modelli terapeutici. In particolare ho approfondito un modello cosidetto sessocorporeo (nome originale SexoCorporel), che fonda le sue radici nella ricerca condotta agli albori della Sessuologia da Wilhelm Reich, allievo di Sigmund Freud e creatore della terapia corporale da cui si sono sviluppate pressochè tutte le attuali technice terapeutiche odierne basate sul corpo.

In questo modello l'aspetto corporeo assume una dimensione a mio avviso piú complessa e adeguata rispetto alla classica dicotomia: corpo organico malato / disturbo psichico. In questo modello infatti viene analizzato come la persona abbia sviluppato la propria 'genitalità' e come esattamente abbia imparato ad 'usare' o meglio ad 'abitare' il proprio corpo durante l'eccitazione sessuale. Analizzando questo aspetto fondamentale è possibile comprendere come un sintomo sessuale possa essere - anche - il risultato di un approccio fisico che non sfrutta il potenziale del corpo ma che al contrario lo limita. Per fare un esempio concreto: in molti casi di difficoltà nella funzionalità sessuale emerge constantemente il fattore 'eccessiva contrazione muscolare' durante la fase di eccitazione sessuale. Questo fattore non è fatalisticamente predeterminato, bensí - tramite lo sviluppo dell'autopercezione e altre tecniche - trasformabile, cosí da permettere l'accesso alla piú vasta potenzialità del corpo, consentendo allo stesso tempo di sciogliere e influenzare positivamente la sintomatica funzionale.

Detto questo va da sé che altre componenti della sfera sessuale come l'aspetto psicologico individuale o le varie tematiche relazionali e socio-culturali debbano essere prese in considerazione ed elaborate in una seduta sessuologica. Se tuttavia la dimensione corporale viene limitata alla verifica prettamente medica, valutando la presenza o meno di disturbi organici compromettenti una ottimale funzionalità, la terapia sessuologica si priverà di una dimensione fondamentale per la comprensione e la possibile risoluzione della problematica sessuale.

Per approfondire la tematica alcuni suggerimenti:

Wilhelm Reich - La Funzione dell'Orgasmo

Jean Yve Dejardins -  L' Approche SexoCorporel -  L' Approccio SessoCorporeo